Il Territorio

Alla sinistra del Fiume Sacro alla Patria, il Piave, nel punto più a nord, la piana del “Quartier del Piave” fa da meraviglioso anfiteatro alla corona delle Prelpi e delle Alpi venete. Le alte vette la proteggono dai venti gelidi del nord e ne custodiscono le aree più umide dei Palú fino ad arrivare ai dolci pendii dei colli segnati dai fitti filari di viti del Conegliano Valdobbiadene Prosecco docg.

L’area detta dei Palù, di circa 1000 ettari, unica nel suo genere in tutta Europa per il suo assetto a campi chiusi umidi e particolare per l’avifauna che vi abita e per la sua flora tipica e autoctona, ci riporta che anticamente la piana del Quartier del Piave doveva essere interamente allagata.

Immaginando queste terre come un grande lago le sue coste le vedremmo formate a sud dalle alture del Montello a cui seguono, tutto intorno, il Monte Cesen, il San Boldo, il Visentin e il Nevegal.

I paesi e le cittadine che hanno trovato il luogo ideale all’insediamento nella piana del Quartier del Piave sono Farra di Soligo, Soligo e Falzè; in pianura Susegana e Conegliano e nella Valle dei due laghi, Tarzo e Revine Lago. Lungo l’alveo del fiume Piave: Moriago della Battaglia e Vidor.

Dove Siamo

A Soligo nel Comune di Farra di Soligo ci sono due colline, una è la collina di San Gallo con la sua storia millenaria e la chiesetta che è stata l’eremo del frate benedettino, l’altra è chiamata “Col de Fer” perché la composizione della sua roccia è ricca di venature ferrose.

Le colline e la zona furono prima insediamento Romano seguito dopo ancora, da quello Longobardo e successivamente passati ai Da Camino di Venezia e ai vescovi di Vittorio Veneto che distrussero il castello che era nella collina di San Gallo. Meta di villeggiatura già a partire dall’ 800 per l’apprezzatissimo clima mediterraneo temperato dove, d’estate, le sere sono più fresche che in pianura e i rumori della città sono un lontano ricordo che si perde nel brusio del bosco di castagni, di faggi e frassini e querce dove crescono alberi da frutto come meli, fichi e peri.

Proprio in sella a questo colle la cui sommità raggiunge i 400 m. s.l.m., troviamo i resti, magistralmente restaurati nel rispetto della struttura originale, di una antica Torre di vedetta (1000 d.C.) che controllava i passaggi dalle Prealpi fino al mare dove, nelle giornate limpide, affacciandosi alle sue finestre si arrivano a scorgere chiaramente le Dogali guglie di Venezia.
Accanto alla torre sorge la casa colonica (al secolo Casa Zuliani) di epoca più recente – ‘700/‘800 – affiancata da quella che un tempo era il ricovero per gli animali della fattoria.

Negli anni ’60, la proprietaria del luogo, la Contessa Vedovati, ne propose l’acquisto al padre dell’attuale possidente, ma l’affare sfumò a favore di un’altra società che adibì lo stabile alla tipica osteria veneta coltivando i vigneti. La zona è soprannominata Costa d’Oro proprio per la sua favorevole esposizione ai raggi del sole dal mattino fino al tramonto: particolarità, che unita al mite clima temperato, è specialmente favorevole allo sviluppo della vite

Nel 2000 la Icaro S.r.L. acquistò l’intero immobile con i suoi terreni a vigneto.
Dopo un’attenta e scrupolosa ristrutturazione nel rispetto dei manufatti originali e nell’uso dei materiali locali, già nel 2003 una prima gestione aprì il ristorante a cui ne seguì una seconda durata fino al 2018.

La Candola

La società Icaro volle chiamare la locanda “La Candola” prendendo in prestito il nome dall’asse orizzontale che divide in due la facciata delle botti contenenti il vino postovi a maturare. Il vino, nettare prezioso, veniva conservato nel legno e la Candola messa giusto nel mezzo è come a proteggerne il cuore, appena sopra al candolin: il tappo che rimane sempre immerso nel vino e nell’aprirsi cigola, per spillare un’ ombretta.

All’inizio del 2019 sono iniziati i lavori di rimessa completamente a nuovo nel rispetto delle odierne norme igieniche e di sicurezza. La Locanda La Candola riaprirà quanto prima mettendo a disposizione l’intero contesto per l’organizzazione di vari eventi.

L’immobile dispone di 3 sale tutte con caminetto che guardano l’annesso plateatico all’esterno il quale si prolunga fino al portico – belvedere mozzafiato da cui si gode della vista da Trieste a Venezia, per passare al gruppo del Monte Grappa sino ai Colli Euganei.
Rialzata, nel giardino superiore, troviamo una piscina panoramica con l’idro-massaggio; una zona sauna e 6 camere da letto finemente arredate.
La Candola offre un’accoglienza di prim’ordine dove oziare o semplicemente godere dei propri sensi al riparo dalle maestose fronde dell’ippocastano secolare che come un sipario si apre sull’intera veduta della pianura del Quartier del Piave.

A breve saranno messe a disposizione degli ospiti anche altre due strutture. Una è la foresteria, raggiungibile da una camminata pergolata contornata da viti, rose, glicini e piante da frutta. La foresteria è dell’anno 1000 ristrutturata negli anni ’60-’70 con lo stesso panorama sopra descritto.
Nella collina Col de Fer è ubicata un’altra abitazione denominata “Terrazza Col de Fer” per la sua particolare posizione, dalla quale si domina la pianura sottostante e dalle finestre del soggiorno le Prealpi e le Alpi.

Terrazza "Col de Fer"

La Foresteria

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